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Edizione #9

L'AI che genera video ci cambierà la vita, Shrek che demolisce Disney, nascere nello spazio potrebbe essere possibile. Ma anche perché investire in istruzione conviene sempre, fotografia spirituale...

Edizione #9

Cose Belle & Altre Storie - Edizione #9

Sabato 04 Ottobre 2025 - Il buongiorno del weekend


Buongiorno, esploratori!

Un’altra settimana è volata via, e come ogni sabato mattina è il momento di fare il punto: cosa mi ha colpito, cosa vale la pena condividere, cosa merita di essere raccontato. Sette giorni di internet, libri, conversazioni e scoperte varie che ho raccolto per voi in 10 minuti (circa) di lettura.

Il trasloco mi ha talmente stremato che mi sono dimenticato di pubblicare la newsletter in tempo. A mia difesa posso solo citare il secondo principio della termodinamica: in un sistema isolato l’entropia aumenta sempre. Evidentemente la mia vita è diventata un sistema isolato dove l’ordine è solo un ricordo lontano, e gli scatoloni seguono una distribuzione casuale che violerebbe le leggi della fisica se solo qualcuno avesse voglia di studiarla.

Il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni Eleanor Roosevelt

Prendetevi un caffè (o quello che preferite) e iniziamo questa piccola collezione di cose belle & altre storie.


In Questo Numero

L’AI che genera video ci cambierà la vita, Shrek che demolisce Disney, nascere nello spazio potrebbe essere possibile. Ma anche perché investire in istruzione conviene sempre, fotografia spirituale giapponese, il design nascosto degli AirPods e un sito per sapere esattamente quanto manca a Natale (perché prima o poi qualcuno doveva pensarci).

Copertina Edizione #9

La Riflessione della Settimana

Quando l’AI inizia a generare video, cosa resta di autentico?

Siamo arrivati al punto in cui i modelli linguistici non si limitano più a scrivere testi convincenti o generare immagini impressionanti. Ora creano video. Video che sembrano veri, che raccontano storie, che potrebbero un domani sostituire intere produzioni. E qui la faccenda si fa seria.

Perché ne parlo

Non sto parlando solo di deepfake o di truffe sempre più sofisticate. Il punto è più profondo: cosa succede quando la produzione di contenuti visivi diventa così accessibile che chiunque può creare un cortometraggio professionale dal divano di casa? Cosa significa per i creativi, per l’industria dell’intrattenimento, per il nostro stesso modo di consumare media?

Da un lato c’è l’entusiasmo: democratizzazione della creatività, abbattimento delle barriere d’ingresso, possibilità infinite per chi ha idee ma non budget. Dall’altro c’è l’inquietudine: se tutti possono creare tutto, cosa distingue il valore? Come distinguiamo il vero dal falso? E soprattutto: chi ci guadagna davvero?

Pensate all’industria della traduzione che, come abbiamo visto nelle scorse settimane, sta collassando nonostante la tecnologia AI non sia nemmeno superiore ai sistemi precedenti. Ora immaginate lo stesso scenario applicato a registi, videomaker, animatori, montatori. Non stiamo parlando del futuro: stiamo parlando di adesso.

La questione non è se questa tecnologia sia “buona” o “cattiva”. È capire che siamo di fronte a uno di quei momenti di svolta in cui le regole cambiano, e velocemente. Come con i “manovratori” degli ascensori nel 1924, alcune professioni potrebbero semplicemente scomparire. Ma a differenza di allora, stavolta il cambiamento non avviene in decenni: avviene in mesi.

E allora le domande da porsi sono altre: come ci prepariamo? Come preserviamo il valore dell’autenticità quando l’artificio è indistinguibile dalla realtà? Come educhiamo le nuove generazioni a un mondo dove “vedere per credere” non è più un principio valido?

Non ho risposte definitive. Ma so che ignorare il problema fingendo che non ci riguardi sarebbe come chiudere gli occhi mentre il treno passa. La tecnologia c’è, funziona, e non tornerà indietro. Tocca a noi decidere come usarla, chi vogliamo diventare in questo nuovo scenario, e quali valori vogliamo preservare lungo il percorso.

Link di approfondimento


Scoperte & Curiosità

Quello che non sapevo e ora sì

  • Shrek non è stato solo un film d’animazione di successo. È stato un atto di ribellione culturale che ha demolito il castello Disney mattone dopo mattone. Jeffrey Katzenberg, licenziato dalla Disney, ha creato un antieroe che puzza, rutta e rifiuta il conformismo delle favole tradizionali. Lord Farquaad? Una caricatura nemmeno troppo velata di Michael Eisner, CEO Disney dell’epoca. Il genio non sta nella CGI, ma nell’aver decostruito sistematicamente il codice fiabesco: il protagonista è marginalizzato, la principessa si autodetermina, il cattivo è una critica al potere autoritario. E Fiona che sceglie di rimanere orchessa invece di diventare umana? Nel 2001 era rivoluzionario. Ancora oggi è un gesto potente che dice: la diversità non è una deviazione, è una possibilità.

Il video che vale la pena

  • Nascere nello spazio sarebbe possibile? La scienza dice che teoricamente sì, ma ci sono così tante variabili da considerare - dalla fecondazione in microgravità allo sviluppo fetale, fino al parto - che al momento resta più fantascienza che realtà. Però il fatto stesso che si stia studiando seriamente ci ricorda che l’umanità pensa davvero in grande quando si tratta di colonizzare lo spazio.

La lettura intelligente

  • Investire in istruzione conviene, anche oggi. Anzi, soprattutto oggi. Annamaria Lusardi, economista di Stanford, spiega con i numeri alla mano come calcolare se un master o un corso di specializzazione sia un investimento conveniente. Spoiler: lo è quasi sempre. In Italia, dove le retribuzioni sono in calo dal 2008, le competenze sono l’unica leva per strappare stipendi migliori. Un autonomo laureato guadagna 30.000 euro in più all’anno rispetto a uno diplomato. Il costo opportunità va calcolato, certo, ma il ritorno sull’investimento in capitale umano dura tutta la vita. E no, non vale solo per i giovani: anche a 50 anni l’orizzonte temporale è abbastanza lungo da giustificare un investimento in formazione.

Intrattenimento (Mica) Banale

Qualcosa che fa sorridere (ma non solo)

  • Il 95% dei 122 milioni di utenti giornalieri di ChatGPT usa la versione gratuita. Le aziende spendono centinaia di miliardi per sviluppare queste tecnologie, ma quasi nessuno è disposto a pagare per usarle. Il problema? I piani a pagamento costano troppo per l’utente occasionale (23 euro al mese per ChatGPT Plus, 229 per Pro), e il modello di business non è ancora sostenibile. La soluzione che si sta delineando? Pubblicità e programmi di affiliazione. Preparatevi a vedere chatbot che vi consigliano prodotti su Amazon in cambio di una percentuale sulla vendita. Ah, e stanno arrivando i “Companions” - chatbot progettati per conversazioni intime e personali. Quello che può andare storto? Tutto, come dimostra il caso del quattordicenne che si è suicidato dopo aver discusso a lungo dei suoi problemi con Character.AI.

Il podcast/video che accompagna

  • Il design nascosto degli AirPods di Apple è una meraviglia ingegneristica che pochi apprezzano davvero. Dietro quell’oggetto apparentemente semplice ci sono anni di ricerca in acustica, elettronica miniaturizzata, materiali avanzati e design industriale. Un video che vi farà guardare le vostre cuffiette con occhi diversi.

La Colonna Sonora

Il brano della settimana

Alexandra Stan - Mr. Saxobeat

Il tempo passa, ma quel sassofono rimane impresso.


& Un’Altra Cosa

Il countdown più inutile e allo stesso tempo più necessario del web

Vi siete mai chiesti esattamente quanto manca a Natale? Non “più o meno due mesi”, ma proprio il numero preciso di giorni, ore, minuti e secondi? Bene, qualcuno ha creato quantomancaanatale.com appositamente per questo.

È stupido? Sì. È geniale? Anche. È ipnotico? Decisamente.

Guardare il countdown che scorre inesorabile ha qualcosa di stranamente soddisfacente. Oppure angosciante, dipende se siete il tipo che inizia a pensare ai regali ad agosto o il 23 dicembre alle 22:30.

Ah, e non dimenticate di dare un’occhiata anche a Worldometers per vedere in tempo reale le statistiche mondiali: popolazione, nascite, morti, CO2 emessa, libri pubblicati oggi. È il tipo di sito che apri per curiosità e ti ritrovi a fissare i numeri che salgono per venti minuti chiedendoti cosa stai facendo della tua vita. Molto zen.

E se dopo tutto questo avete bisogno di un momento di contemplazione, perdetevi nel portfolio di Kenro Izu, fotografo giapponese specializzato in luoghi sacri. Le sue immagini in bianco e nero di templi, monasteri e siti spirituali hanno una qualità meditativa che Instagram si sogna.


Prima di salutarci…

E anche questa settimana è fatta! Con qualche giorno di ritardo per colpa dell’entropia del trasloco, ma comunque fatta. Spero che qualcosa in questa raccolta vi accompagni piacevolmente nel weekend. Se trovate qualcosa che vi incuriosisce particolarmente, o se avete scoperte da condividere, mi farebbe piacere saperlo.

Buon sabato, e alla prossima esplorazione!


PS: Questa newsletter ha come unico scopo quello di condividere curiosità e belle scoperte. Tutti i link e i contenuti sono selezionati a titolo personale e gratuito.


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