
Edizione #51
Tre generazioni della stessa famiglia e tre modi diversi di avere paura di un diario, più un'Odissea di Christopher Nolan che tradisce Omero per abbracciare Oppenheimer.

Tre generazioni della stessa famiglia e tre modi diversi di avere paura di un diario, più un'Odissea di Christopher Nolan che tradisce Omero per abbracciare Oppenheimer.

Un moscerino che non è mai nato ma cammina lo stesso, un paper del 2017 che tiene in piedi mezza intelligenza artificiale contemporanea.

Questa settimana un uomo dà la caccia a una mosca per un'intera notte e finisce per raccontare la verità che non aveva mai detto a nessuno.

Un frutto che tecnicamente non è un frutto e nasconde una piccola tragedia entomologica. Due proverbi che sembrano nonsense e invece sono macchine logiche perfette, uno gentile e uno feroce.

Un collettivo berlinese costruisce Google Earth nel 1993. Un brevetto, una causa da cento milioni e il finale che Netflix non racconta. Più Stallman, i modelli AI vintage e la canzone folk degli hacker.

Una parola di slang ('normie') che sembra descrivere gli altri ma in realtà descrive chi la pronuncia. Più una curva scientifica piegata a pagella morale, le microplastiche e l'elogio di chi cambia idea, e il libro di cucina più 'normie' d'Italia.

Si parte verso la Luna per voltarsi a guardare casa: la Terra illuminata non dal Sole ma dalla Luna piena. Più una cometa forse più vecchia del Sole, una valigia che obbedisce alla geometria e un film di fantascienza ai raggi X.

Nel 1993 un cane spiegava a un altro cane che su internet nessuno sapeva chi fossero; trent'anni dopo lo sanno fin troppo bene. Più dodici tonnellate di KitKat svanite nel nulla, un cimitero di formati e tre dettagli di Matrix.

Un papa scrive un'enciclica sull'intelligenza artificiale e, sorprendentemente, non parla quasi mai di Dio: parla di noi. Più un videogioco che fece tremare il Senato americano e la prima arma fatta di codice.

Un filosofo spiega perché Cartesio era fondamentalmente un ingegnere militare e perché Platone aveva ragione. La Bulgaria vince l'Eurovision con una canzone il cui titolo significa "caos".

Una conversazione filosofica sull'AI che per una volta non fa venire voglia di spegnere tutto; uno scandalo editoriale del 1990 che Disney ha cercato di cancellare dalla storia.

Il libro che sto leggendo mi ha convinto che forse sto usando il verbo sbagliato da anni, i sub hanno una buona ragione logistica per tuffarsi al contrario (più una battuta che gira da decenni),