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Edizione #10

Benvenuti nel mondo vegetale dove la frutta si traveste da arrosto, i silenziatori non sono così silenziosi come Hollywood vorrebbe farci credere, e Lo squalo ha inventato il cinema moderno che con...

Edizione #10

Cose Belle & Altre Storie - Edizione #10

Sabato 11 Ottobre 2025 - Il buongiorno del weekend


Buongiorno, esploratori!

Un’altra settimana è volata via, e come ogni sabato mattina (questa volta veramente!) è il momento di fare il punto: cosa mi ha colpito, cosa vale la pena condividere, cosa merita di essere raccontato. Sette giorni di internet, libri, conversazioni e scoperte varie che ho raccolto per voi in 10 minuti (circa) di lettura.

Siamo a metà ottobre e l’autunno si sta finalmente prendendo sul serio: le foglie hanno capito che è ora di cambiare colore, l’aria ha quella temperatura perfetta che ti fa venire voglia di caffè caldo e maglioni, e io ho scoperto che esiste un frutto che pesa quanto un bambino di tre anni e si spaccia per carne. La natura è un posto strano.

Any medium powerful enough to extend man’s reach is powerful enough to topple his world. To get the medium’s magic to work for one’s aims rather than against them is to attain literacy.
Alan Kay, “Computer Software”, Scientific American, September 1984

Prendetevi un caffè (o quello che preferite) e iniziamo questa piccola collezione di cose belle & altre storie.


In Questo Numero

Benvenuti nel mondo vegetale dove la frutta si traveste da arrosto, i silenziatori non sono così silenziosi come Hollywood vorrebbe farci credere, e Lo squalo ha inventato il cinema moderno che conosciamo. Ma anche LinkedIn e la sua mediocrità tossica, il debito nascosto del “compra ora paga dopo”, e come scrivere saggi secondo Paul Graham.

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Copertina Edizione #10

La Riflessione della Settimana

Quando un frutto da 40 chili decide di diventare carne

Benvenuti nel fantastico mondo vegetale dove la frutta si traveste da arrosto. Dimenticate le solite banane e arance: stiamo parlando del jackfruit, noto anche come giaco o giaca. Questo colosso tropicale, originario del sud dell’India e dello Sri Lanka, è di gran lunga il frutto più grande del mondo, potendo pesare fino a 40 chili e superare i 60 centimetri. È così imponente che un frate francescano, Giovanni de’ Marignolli, nel Trecento lo descrisse come un frutto “della grandezza di un grosso agnello o di un bambino di tre anni”.

Ma le sue dimensioni ciclopiche non sono la parte più intrigante. Nonostante da maturo abbia un profumo intenso e un sapore che evoca ananas, mango e pompelmo, la sua vera vocazione culinaria emerge quando è ancora acerbo. In quel caso, è quasi insapore, ma durante la cottura tende a sfilacciarsi proprio come la carne cotta a lungo.

Perché ne parlo

Questo “frutto camaleonte” è diventato l’alternativa preferita alla carne nei piatti vegani e vegetariani in Occidente, tanto da essere impiegato nel Regno Unito per i pasticci o i taco, e persino in catene come Starbucks e Pizza Hut per i loro menu vegani. Non è solo un trucco da chef: il jackfruit è anche una buona fonte di carboidrati, vitamine B e C, minerali e antiossidanti, e la sua polpa e i suoi semi hanno un apporto proteico superiore ad altri frutti.

Non a caso, in Sri Lanka fu una risorsa vitale in tempi di crisi, guadagnandosi il soprannome di “frutto della carestia” e bath gasa, o “albero del riso”. Quando il colonialismo britannico requisì i terreni coltivati a riso per piantare tè e cannella, questi alberi di jackfruit piantati secoli prima salvarono letteralmente la popolazione dalla fame.

C’è qualcosa di affascinante in un frutto che può sfamare una famiglia intera e fingersi uno stufato. È come se madre natura avesse deciso di trollare i vegetariani: “Volete la carne? Eccola. Ah no aspettate, è un frutto. Sorpresi?” E funziona pure. Il mercato globale del jackfruit dovrebbe raggiungere i 453 milioni di dollari entro il 2030, un aumento del 35% rispetto al 2022.

La prossima volta che qualcuno vi chiede se la natura è straordinaria, ricordategli che esiste un albero che produce frutti che pesano quanto bambini e che possono essere scambiati per pulled pork. La risposta è sì, la natura è straordinaria. E ha un senso dell’umorismo decisamente particolare.

Link di approfondimento


Scoperte & Curiosità

Quello che non sapevo e ora sì

  • I silenziatori nei film sono una bugia. Quegli eleganti “pew pew” che sentiamo in John Wick o James Bond? Pura fantascienza. Un’arma da fuoco silenziata emette ancora 110-130 decibel, che equivale a una motosega o un martello pneumatico. Certo, è meglio dei 160-187 decibel di un’arma non silenziata (che è letteralmente il livello di un’esplosione), ma non è esattamente qualcosa che passa inosservato mentre ammazzate persone in metropolitana. Il problema è che il rumore di un’arma ha tre componenti: il movimento meccanico delle parti metalliche, il boom sonico del proiettile che supera la velocità del suono, e l’esplosione dei gas alla bocca della canna. I silenziatori possono ridurre solo quest’ultima. Per il resto serve usare munizioni subsoniche (meno efficaci a distanza) e meccanismi speciali come la Welrod della Seconda Guerra Mondiale, che richiedeva di cambiare manualmente dei dischi di gomma ogni pochi colpi. In sintesi: Hollywood ci sta mentendo da decenni e qui Military Realism spiega tutto nel dettaglio

Il video che vale la pena

  • Lo squalo non è solo un film che vi ha fatto avere paura dell’acqua per tutta l’infanzia. È il film che ha inventato il blockbuster estivo, il merchandising pre-lancio, e lo schema narrativo che ancora oggi regge metà dei film d’azione che vedete. Spielberg a 27 anni prese un libro mediocre su uno squalo gigante e creò un modello che 50 anni dopo viene ancora copiato: vittima iniziale, location remota, eroe riluttante, autorità inaffidabili, duello finale. Alien? “Lo squalo, ma nello spazio”. Jurassic Park? Stesso schema. Nope di Jordan Peele? Identico. La vera rivoluzione fu nella distribuzione: prima uscita contemporanea in centinaia di cinema, campagna pubblicitaria massiccia in TV (cosa che i cinema consideravano un tradimento), merchandising ovunque. Guerre Stellari due anni dopo copiò tutto, incluso vendere i giocattoli prima ancora che il film uscisse. Qui Il Post racconta i 50 anni de Lo squalo e qui in Slimdogs spiegano come mai Lo squalo e Mamma ho perso l’aereo sono lo stesso film.

La lettura intelligente

  • Il “compra ora paga dopo” (BNPL - Buy Now Pay Later) sta trasformando una generazione in debitori inconsapevoli. Quello che sembrava una versione moderna e comoda del vecchio “pagamento a rate” si è rivelato un modo brillante per nascondere il debito. Niente controlli sul credito, niente interessi dichiarati, solo quattro comode rate. Cosa può andare storto? Tutto, a quanto pare. In Canada il mercato BNPL raggiungerà i 7,5 miliardi di dollari nel 2025, mentre il debito totale dei consumatori ha raggiunto i 2,5 trilioni. Il 60% dei biglietti per Coachella quest’anno sono stati pagati a rate. Le persone usano Klarna per ordinare burritos su DoorDash. Quando inizi a rateizzare il cibo d’asporto, non è più una questione di convenienza, è un sintomo di qualcosa di più profondo. Il problema è che questo debito è “fantasma”: non appare nel tuo punteggio di credito, non viene tracciato come le carte di credito, ma si accumula comunque. E quando diverse rate si sovrappongono, molte persone si ritrovano in difficoltà senza averlo realizzato. È layaway invertito: prima il piacere, poi il pagamento. E a differenza del vecchio sistema, dove dovevi aspettare di aver finito di pagare per ottenere il prodotto, qui ottieni tutto subito. Che è esattamente il problema. In questo articolo The Walrus approfondisce il fenomeno BNPL.

Intrattenimento (Mica) Banale

Qualcosa che fa sorridere (ma non solo)

  • LinkedIn è diventato un luogo dove le persone postano “mediocrità tossica” - contenuti sovraprodotti che dicono essenzialmente nulla. “Cosa mi ha insegnato il mio divorzio sulle vendite B2B” tipo di roba. È soft, caldo, difficile da criticare apertamente, ma se non sei nella bolla suona come “i giorni di sole sono caldi” o “è meglio non essere uno psicopatico totale”. Il problema è che LinkedIn premia questo comportamento. L’algoritmo vede engagement, tu vedi crescita, tutti postano variazioni dello stesso contenuto vuoto. È SEO applicato al personal branding. Il risultato? Un fiume infinito di post che fingono di essere profondi mentre offrono zero sostanza.
    La soluzione? Ricordarsi che LinkedIn è un sito di proprietà di Microsoft che vuole farvi stare online il più possibile. Niente di quello che postate lì cambierà la vostra carriera. Fare lavoro che conta potrebbe. Se la scrittura online vi interessa davvero, meglio un blog con zero visualizzazioni (suona familiare!) ma contenuti veri che mille like su LinkedIn per aver detto che “il teamwork è importante”.
    Qui un bell’articolo di Elliot C. Smith che spiega perché LinkedIn premia la mediocrità.

Il podcast/video che accompagna

Questa volta è un lungo articolo, bellissimo. Che non sapevo dove mettere ma dovevo necessariamente inserire.

  • Paul Graham scrive il saggio definitivo su… come scrivere saggi. E demolisce tutto quello che vi hanno insegnato a scuola. Frase topic, paragrafi di supporto, conclusione? Sbagliato. I veri saggi non partono con una tesi da difendere. Partono con una domanda e cercano di capire la risposta scrivendo. “Essay in francese significa tentativo”. Montaigne nel 1580 non stava cercando di convincere nessuno di nulla. Stava pensando ad alta voce. Il problema è che nel 1800 le università hanno mescolato l’insegnamento della scrittura con lo studio della letteratura, e ci siamo ritrovati tutti a scrivere come se fossimo avvocati che difendono una posizione invece di esploratori che cercano la verità. La sua regola d’oro per scrivere saggi? “Non fate come vi hanno detto”. Non credete a quello che dovreste credere. Non scrivete il saggio che i lettori si aspettano. E soprattutto, non scrivete come vi hanno insegnato a scuola. Perché scrivere saggi veri è un atto di disobbedienza.

    Qui l’articolo completo.


La Colonna Sonora

Il brano della settimana

Cornershop - Brimful Of Asha

Questa settimana ho lasciato che Spotify decidesse per me durante una sessione di lavoro particolarmente intensa. Il risultato? Un tuffo negli anni ‘90 con alternative rock che non ascoltavo da quando avevo i CD.

C’è qualcosa di liberatorio nel lasciar perdere il controllo e fidarsi dell’algoritmo ogni tanto. Prima che qualcuno faccia battute su Skynet: sì, so come va a finire quando le macchine prendono il controllo. Ma se dobbiamo essere schiavizzati dall’intelligenza artificiale, almeno che ci metta una bella colonna sonora. E devo ammettere che in questo è piuttosto brava: a volte riscopri perché alcune canzoni sono rimaste nella memoria collettiva per decenni.


& Un’Altra Cosa

Quando la tastiera diventa uno strumento musicale

Andate su Patatap. Non leggete istruzioni, non cercate spiegazioni. Aprite il sito e iniziate a premere tasti a caso sulla vostra tastiera.

Ogni lettera produce un suono diverso e un’animazione corrispondente. È come avere un sintetizzatore visivo sotto le dita. Alcune persone lo usano per rilassarsi, altre per procrastinare elegantemente. Io l’ho scoperto alle 2 di notte e ho passato 20 minuti a creare “musica” premendo tasti come un bambino che scopre un pianoforte per la prima volta.

È stupido? Probabilmente. È ipnotico? Assolutamente. È il tipo di cosa che ti fa ricordare che internet può ancora essere un posto dove inciampi in piccole meraviglie inutili e bellissime.

Provate. E poi provate a smettere. Buona fortuna con quello.


Prima di salutarci…

E anche questa settimana è fatta! Dieci edizioni, un piccolo traguardo che all’inizio sembrava lontano. Spero che qualcosa in questa raccolta vi accompagni piacevolmente nel weekend. Se trovate qualcosa che vi incuriosisce particolarmente, o se avete scoperte da condividere, mi farebbe piacere saperlo.

Buon sabato, e alla prossima esplorazione!


PS: Questa newsletter ha come unico scopo quello di condividere curiosità e belle scoperte. Tutti i link e i contenuti sono selezionati a titolo personale e gratuito.


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